Tumore ovaie: sintomi fasi iniziali e diagnosi

Il tumore alle ovaie non da particolari sintomi nelle fasi iniziali, grazie al fiuto dei cani si potrà però diagnosticare precocemente. Bisogno di urinare spesso, aerofagia e addome gonfio in alcuni casi potrebbero essere dei campanelli d'allarme per il tumore alle ovaie ma, essendo questi eventi riconducibili anche ad altre patologie minori, spesso sono sottovalutati. Secondo quanto sostenuto da un gruppo di ricercatori del Working Dog Center della School of Veterinary Medicine (University of Pennsylvania's), i cani, se addestrati a dovere, potrebbero avere un ruolo centrale nella diagnosi precoce del tumore alle ovaie. Alcune informazioni generali sullo studio sono state divulgate attraverso i canali ufficiali dell'università americana (The University of Pennsylvania - Penn Vet Working Dog Center Collaborating on Ovarian Cancer Detection Study).
Attualmente i tassi di sopravvivenza al tumore delle ovaie non sono molto elevati, questo perché il più delle volte la neoplasia viene diagnosticata tardi quando ormai è già molto diffusa. Quando invece si riesce ad intervenire negli stadi iniziali i risultati di una terapia adeguata sono molto soddisfacenti, in questi casi la sopravvivenza a cinque anni è può superare l'85 per cento. E' quindi di fondamentale importanza diagnosticare precocemente il tumore alle ovaie.
Questo nuovo studio non è il primo che punta sul fiuto dei cani per individuare i tumori, è però il primo che punta all'addestramento degli amici a quattro zampe per individuare il tumore alle ovaie. Il Working Dog Center dell'University of Pennsylvania sta portando avanti il progetto grazie anche alla collaborazione con la School of Arts and Science's Department of Physics and Astronomy, la Penn Medicine's Division of Gynecologic Oncology e il Monell Chemical Senses Center. In una fase preliminare della ricerca, condotta con l'ausilio di tessuto tumorale ovarico, è emerso che 16 cuccioli di cane sono stati in grado di rilevare la presenza del tumore quando ancora si trovava in uno stadio iniziale.
Cynthia M. Otto, direttrice del Penn Vet Working Dog Center, spiega che le cellule tumorali rilasciano un biomarker rilevabile dal fiuto dei cani. Un processo simile a quello che avviene quando si mangiano asparagi, una verdura in grado di modificare l'odore dell'urina di chi li mangia. L'esperta spiega che nel giro di due anni si potrà disporre di cani addestrati per individuare uno specifico odore collegato al cancro ovarico, un primo passo verso la realizzazione di un esame del sangue, economico e meno invasivo degli attuali esami, utile per salvare la vita di numerose donne.
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