Influenza di stagione e il virus sinciziale

L'influenza, che è quasi arrivata al suo apice, raggiungerà la massima diffusione nel mese di febbraio. I medici mettono però in guardia da un altro virus molto simile che sta circolando in questo periodo, il Virus Respiratorio Sinciziale.
Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) nell'adulto è riscontrabile attraverso dei sintomi molto simili a quelli causati all'apparato respiratorio dall'influenza "classica" e molto spesso viene quindi confuso. Nel caso il virus fosse contratto da un neonato o da un bambino al di sotto dei due anni di vita può però dar luogo a complicanze gravi che in casi molto rari potrebbero portare anche alla morte.
Il dottor Fabrizio Pregliasco dell'università di Milano, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva e in Tossicologia, ha dichiarato che nella città di Milano è già stato rilevata un numero consistente di casi, quaranta soggetti affetti dal Virus Respiratorio Sinciziale di tipo B. Pregliasco spiega che normalmente questo virus interessa i mesi invernali e primaverili.
Questo particolare virus si denota per alcune caratteristiche particolari. E' l'agente che più spesso causa la bronchiolite, una malattia frequente e spesso non molto grave, anche se in particolari casi è necessario il ricovero in ospedale o, raramente, il ricovero in unità di terapia intensiva. La bronchiolite è un'infezione respiratoria caratterizzata dal punto di vista clinico da febbre e da un'insufficienza respiratoria, è una malattia tipica dei primi due anni di vita (il più delle volte si verifica nel primo anno) ed è più frequente in inverno. In rari casi può portare anche alla morte il bambino, soprattutto se coesistono altri fattori di rischio.
Pregliasco evidenzia che in un 20% dei casi si hanno delle forme più acute che danno delle problematiche maggiori, tali situazioni predispongono il paziente a possibili ricadute negli anni successivi all'infezione. Uno studio condotto dal Professor Giovanni A. Rossi, Direttore dell'Unità Operativa di Pneumologia, Istituto Giannina Gaslini di Genova, ha esaminato le ultime quattro stagioni epidemiche (relative all'Italia) legate al VRS con lo scopo di individuare con maggior accuratezza i fattori di rischio.
Il professor Rossi spiega che negli ultimi quattro anni, grazie al coinvolgimento di numerosi centri pediatrici diffusi sul territorio nazionale, si è cercato di monitorare l'infezione da VRS. La ricerca ha evidenziato una certa variabilità dell'infezione da un anno all'altro, sia in termini di differenze temporali dell'epidemia, che di entità della sua gravità. La conclusione è stata che in una stessa stagione ci possono essere uno o più picchi epidemici.
Il consiglio migliore che viene dato affinché non si contragga il virus è la prevenzione. Per questo motivo è bene chiedere consigli al pediatra durante il periodo epidemico autunno-invernale, in questo modo i bambini più a rischio riceveranno le dovute cure per prevenire l'infezione da VRS.
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