In ospedale meglio il cellulare del cercapersone

Secondo uno studio condotto dalla Yale School of Medicine, i medici che usano i cellulari per comunicare con i colleghi commettono meno errori di quelli che utilizzano i cercapersone.
La notizia, comparsa su un numero della rivista Anesthesia & Analgesia, evidenzia che i cellulari consentono una comunicazione più rapida e chiara, al contrario lo scambio di informazioni tramite il cercapersone richiede più tempo e spesso la poca chiarezza rende più difficoltosa la corretta interpretazione del messaggio del collega.
Lo studio condotto dai ricercatori di Yale è unico nel suo genere, mai nessuno aveva pensato di effettuare una ricerca che mettesse in relazione il tipo di comunicazione del personale medico e la sicurezza per la salute dei pazienti.
I dati sono stati raccolti attraverso dei questionari distribuiti a 7878 professionisti che nel 2003 presero parte al meeting dell'American Society of Anesthesiology. Del totale ne furono riconsegnati compilati circa 4 mila, un numero ampiamente sufficiente per poter svolgere un'analisi accurata. Lo studio evidenzio che il 65% dei medici utilizzavano il cercapersone come principale mezzo di comunicazione e solo il 17% adoperava il cellulare. L'aspetto più interessante riguardava però un altro punto, il 45% di chi adoperava il cercapesone si lamentava di ritardi nello scambio di informazioni, valore che scendeva al 31% nel caso dei cellulari.
Keith Ruskin, co-autore dello studio e professore associato presso il dipartimento di anestesia e neurochirurgia di Yale, spiega che ancora oggi nella maggior parte delle strutture sanitarie c'è il divieto di utilizzare i cellulari ma le possibilità che si verifichino effettivamente delle interferenze con le apparecchiature mediche è solo del 2.4%, al contrario la possibilità di errori per via di una comunicazione non chiara è del 14,9%.
In passato una restrizione dei cellulari era necessaria in quanto erano diverse le tecnologie, i cellulari di oggi non sono più analogici e operando in digitale su frequenze differenti abbassando notevolmente il rischio di interferenze elettromagnetiche, rischi ampiamente compensabili dai vantaggi ottenuti da una comunicazione più immediata e chiara.
Visti i risultati ottenuti da questa ricerca, non è detto che consentire un uso indiscriminato dei cellulari all'interno delle strutture sanitarie sia la soluzione migliore, si potrebbe però valutare un sistema di comunicazione interno che possa migliorare lo scambio di informazioni fra i medici.
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