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Nuove tecnologie per le diagnosi - Gli scienziati hanno prodotto dei piccoli congegni meccanizzati che si flette in presenza dei sopracitati fattori di rischio, con una sensibilità 20...

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Nuove tecnologie per le diagnosi

Quando i medici sottopongono i pazienti a dei test per individuare eventuali fattori di rischio, come l'antigene prostata-specifico (PSA), una proteina in grado di segnalare un cancro alla prostata in sviluppo, essi si affidano spesso al test ELISA (pronunciato "elaisa", ed è l'acronimo per Enzyme-Linked Immuno-Sorbent Assay), un test immunologico in cui gli antigeni virali vengono fissati ad un supporto solido sul quale viene distribuito ed incubato il siero del paziente in esame. Ma i ricercatori dell'Università della California di Berkeley e delgli Oak Ridge National Laboratories hanno creato un nuovo tipo di analisi che essi affermano essere altrettanto efficace ma più economica. Gli scienziati hanno prodotto dei piccoli congegni meccanizzati - essenzialmente un sottile "trampolino" - che si flette in presenza dei sopracitati fattori di rischio, con una sensibilità 20 volte superiore a quella necessaria a scopo di diagnosi.

Nuove tecnologie

"Questo [congegno] offre la possibilità di ottenere una piattaforma comune per un'alta capacità di individuazione delle proteine, del DNA e/o dell'RNA in situazioni che variano dalla diagnosi delle malattie all'individuazione delle droghe", afferma Arun Majumdar, ingegnere meccanico e professore a Berkeley. "Questo potrebbe portare ad un'identificazione più veloce di molte malattie e persino ad un chip capace di diagnosticare il cancro".

I ricercatori hanno costruito il congegno - che misura circa 50 micron di larghezza, 200 di lunghezza e mezzo micron di spessore - utilizzando le metodologie sviluppate per la fabbricazione dei microprocessori. Quindi i "trampolini" sono stati ricoperti da anticorpi e da un singolo strato di DNA per il test genetico. Quando le proteine o il DNA si legano allo strato, il ponticello si flette. Un laser misura questo movimento, la cui estensione ci indica quante proteine o molecole di DNA si sono attaccate al congegno.

Oltre alla possibilità di misurare la dimensione del fenomeno, il nuovo congegno conferisce altri vantaggi rispetto ai metodi tradizionali: può individuare segnali multipli in una singola reazione e non richiede l'uso di sostanze fluorescenti. Ma, secondo Thomas Thundat, ricercatore ad Oak Ridge, nel Tennessee, che per primo pubblicò nel 1994 l'idea di base per il progetto, "il vantaggio principale di questo metodo deriva dalla sua sensibilità, basata sulla capacità di individuare il movimento flessorio dei ponticelli con precisione più che nanomentrica, così come dalla facilità con cui i sensori possono essere fabbricati. Nessun'altra tecnologia in questo campo offre una tale versatilità".


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