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Gli Scienziati Cercano l'Aiuto dei Supercomputer - Gli Scienziati Cercano l'Aiuto dei Supercomputer per curare il morbo di Alzheimer

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Gli Scienziati Cercano l'Aiuto dei Supercomputer

Aiuto dai Supercomputer

Potrebbero occorrere anni agli scienziati per analizzare malattie degenerative complesse come il morbo di Alzheimer, che si sviluppano nel cervello umano. In parte questo avviene a causa della complessità dei modelli matematici utilizzati per rappresentare il cervello stesso, che persino i più moderni calcolatori hanno difficoltà ad elaborare.

Ora gli scienziati tedeschi al Max Planck Society for the Advancement of the Sciences dicono che presto riceveranno un atteso aiuto "high-tech".

Il gruppo noprofit tedesco, di stanza a Monaco, ha fatto richiesta di un nuovo supercomputer multimiliardario prodotto dalla IBM come ultimo mezzo per affrontare la "grande sfida della scienza" costituita dall'Alzheimer.

Herman Lederer, scienziato anziano nelle applicazioni computerizzate al Max Plank, dice che ci si aspetta da questo nuovo supercomputer prestazioni superiori a quelle degli attuali supercomputer di Cray, il famoso ingegnere elettronico americano, già utilizzati dal gruppo. Queste nuove macchine mangianumeri dovrebbero rivelarsi di enorme aiuto nella riduzione dei tempi di ricerca in questioni complesse come il morbo di Alzheimer, dice lo studioso.

Il supercomputer, che l'IBM annuncia essere il più grande computer europeo non classificato, dovrebbe essere installato e reso pienamente operativo a Garching, in Germania, il prossimo anno.

Il supercomputer utilizza il gigaprocessore della IBM chiamato Power4. Basato sulla tecnologia sviluppata nei laboratori IBM, il chip Power4 contiene due microprocessori che lavorano a più di un gigahertz, o a più di un miliardo di cicli per secondo. Come gli altri supercomputer, quello prodotto per Max Planck racchiuderà in se centinaia di questi processori.

Cosa importante, la macchina dell'IBM è stata progettata per condividere i dati più velocemente rispetto agli altri supercomputer. In accordo con David Gelardi, direttore all'IBM del settore ad alte prestazioni, il gigaprocessore sarebbe in grado di trasferire i dati tra le singole macchine alla velocità senza precedenti di 100 gigabytes al secondo. Questo equivarrebbe a leggere 20 DVD in un secondo.

Unendo insieme le capacità di tutti i processori, il nuovo supercomputer della IBM sarà in grado di compiere 3.800 miliardi di operazioni al secondo. Per fare un paragone, un uomo con una calcolatrice impiegherebbe 3 milioni di anni per completare una simile massa di calcoli.


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